Le origini e l'età romana

Le origini
È il territorio agricolo di oggi che ci restituisce le testimonianze delle antiche frequentazioni. Infatti dai materiali che affiorano dopo le arature possiamo rintracciare i segni del popolamento a partire dall'età protostorica. Infatti sembra di poter dire, per il momento, che gli insediamenti umani più antichi nel territorio di Sorbolo siano costituiti dalle tracce di presenze di villaggi terramaricoli dell'età del Bronzo, ritrovati a Casaltone ed a Coenzo (loc. La Pantera). Nella zona di Ramoscello si trovano invece le tracce di un insediamento dell'età del Ferro. In antico dunque erano chiaramente privilegiate per l'insediamento le zone prossime ai corsi d'acqua ed al torrente, I'Enza.
 
L'età romana
Con la deduzione di Panna a colonia romana nel 183 a.C. anche il territorio di Sorbolo, che ne fece parte, venne suddiviso in tanti possedimenti, su ciascuno dei quali doveva essere posta un'abitazione con annesse strutture di servizio per la produzione di vasellame o oggetti di ferro -bronzo, la cosiddetta "villa rustica".
 
Questo come risultato della centuriazione, vale a dire del geometrico frazionamento del territorio in appezzamenti uguali che prendevano come punto di riferimento ortogonale la Via Emilia.
In Età Romana Sorbolo si caratterizza come area di transito nelle vie commerciali tra Panna, Brescello il Po. Dai campi affiorano oggi i materiali di epoca romana, soprattutto nella zona di Ramoscello; zona, quella compresa tra la via Mantova e Frassinara che, con Pedrignano, essendosi conservata per gran parte come terreno agricolo, porta in sé evidente il ricordo della suddivisione centuriale romana, nell'andamento dei canali, dei fossi, delle piantate.
Anche un monumento ricorda l' età romana. Si tratta di un cippo, probabilmente di età imperiale, dedicato ad un certo Vitor Arniense, di una tribù la cui presenza è ben documentata a Brescello. Il cippo venne scoperto negli anni '50 nell'orto della casa canonica. Esso però non si trovava nel suo posto originario. Venne infatti riutilizzato nel '600 come pietra di fondazione, come si può dedurre da una seconda iscrizione in essa presente che ci parla della consacrazione della chiesa sotto il parroco Ulisse Baronio.