L'età moderna

Dal feudo e dalla proprietà ecclesiastica si arriva, con l'età farnesiana, all'insediamento delle classi borghesi o di famiglie nobiliari della città; è il caso ad esempio dei Calvi, creati nobili nel 1693 da Ranuccio n e investiti di Coenzo, dei Campori-Menafoglio, marchesi nel 1636 per decreto di Francesco I, dei Gruppini che ottengono la familiarità ducale nel 1648, dei Lalatta, marchesi dal 1695, proprietari di diversi poderi, mulini, di una villa e di un palazzo a Sorbolo. La storia di Sorbolo è stata comunque legata all'agricoltura e pertanto a quel processo continuo, dall'epoca romana fino ai giorni nostri, di bonifica e di controllo delle acque, legato alla presenza dell'Enza e dei suoi canali affluenti (Formica, Naviglio, Gambalone, Fumolenta, Parmetta). Le prime documentazioni cartografiche e soprattutto la dettagliata documentazione della Congregazione dei Cavamenti dimostrano come il territorio di Sorbolo sia oggetto di studi, verifiche, interventi continui. Alla fine del Cinquecento dell' opera di bonifica si interessa 10 stesso Smeraldo Smeraldi, per risolvere il problema antichissimo delle piene del Gambalone. È l’Enza tuttavia, ad essere il "segno" che più di ogni altro ha influenzato il disegno del territorio Sorbolese e che ne è stato il punto di riferimento costante per la sua storia: i corretti regimi delle sue acque hanno determinato irrigazioni e quindi fertilità, viceversa alluvioni o gravi secche hanno causato periodi di miseria. Con il XIX secolo e la relativa costituzione del Comune (il primo Sindaco di Sorbolo, Giovan Battista Pinetti, risale al 1806), vengono realizzate nuove opere pubbliche e strade. Nel settembre del 1808 viene inaugurata la prima scuola; si vivacizza la vita sociale: già dal 1864 a Sorbolo esiste una Società di Mutuo Soccorso fra artigiani; nel 1891 nasce la "Società Cooperativa fra i lavoranti" e nel 1885 la "Società Cooperativa di Previdenza" con il proposito di aprire uno spaccio, organizzare il lavoro ed il credito su basi cooperative. A Coenzo la "Mutuo Soccorso" apre due anni dopo uno spaccio cooperativo ed allarga la sua azione fino a costituire un Comitato d'Impresa con l'incarico di reperire il lavoro per i soci. Lo stesso dispone di una biblioteca circolante ed organizza corsi scolastici serali. Queste iniziative, a metà fra la cooperazione ed il mutualismo, dilatano comunque il campo occupazionale anche al di fuori del tradizionale settore agricolo, favorendo la formazione dei centri urbani, in particolare la crescita del capoluogo e delle frazioni (Chiozzola, Coenzo, Casaltone). Parallelamente nel territorio agricolo sorgono numerose le case coloniche "a porta morta" che, insieme a quelle "in bastonetti" della bonifica fascista, rappresentano la realtà edificata e visibile del paesaggio sorbolese. Particolare importanza hanno le corti dell' Azienda Marasini (1.000 biolche circa) che rappresenta il "diaframma verde" che tutela a tutt'oggi l'identità di Sorbolo. La popolazione passa da 3.565 abitanti nel 1861 a 5.447 ne11936. Nel dopoguerra Sorbolo si caratterizza come centro industriale di tipo manifatturiero nei settori del legno, della meccanica, dei laterizi e delle costruzioni, degli alimentari. Da qui il suo costante sviluppo che ancora continua con un trend positivo di incremento di popolazione. Sorbolo oggi, con i suoi 8.260 abitanti è tra i centri maggiori della Provincia di Parma. Nell'ambito e nel rispetto di questa storia le varie amministrazioni si sono preoccupate di mantenere ed incentivare attività agricole, industriali e commerciali. Sorbolo oggi è un paese in crescita di popolazione, solido ed economicamente e dotato di un buon livello di servizi. Attrezzature sportive, culturali, ricreative, la presenza viva di diverse associazioni e gruppi, unite alla comodità di accesso alla città costituiscono validi motivi di sviluppo e di crescita. Una crescita comunque attenta alla memoria storica ed alla salvaguardia dell'ambiente.